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Pillola n. 345 del 13 marzo 2026

Pillola a cura del Dottor Andrea Gabrielli

Contributo AGCOM e web tax: il rischio di doppia imposizione sui servizi digitali.

La recente evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia di servizi digitali ha sollevato rilevanti questioni circa la natura giuridica del contributo dovuto all’AGCOM da parte delle imprese operanti nel settore delle comunicazioni e delle piattaforme online.
In particolare, il dibattito si concentra sul possibile rischio di doppia imposizione derivante dalla contemporanea applicazione del contributo AGCOM e dell’imposta sui servizi digitali (Digital Services Tax – DST), introdotta nell’ordinamento italiano per assoggettare a tassazione i ricavi derivanti da specifiche attività digitali svolte nel territorio nazionale.
Sebbene il contributo AGCOM sia formalmente qualificato come contributo destinato al finanziamento dell’attività dell’Autorità di regolazione, esso presenta alcune caratteristiche quali l’obbligatorietà del prelievo, il collegamento ai ricavi delle imprese e l’assenza di un rapporto diretto con un servizio individualmente reso che hanno indotto parte della dottrina e degli operatori a ipotizzare una natura sostanzialmente tributaria del prelievo. Tale qualificazione assume particolare rilievo poiché, ove il contributo fosse assimilato a un tributo, si potrebbe configurare una sovrapposizione con la web tax, con possibili profili di incompatibilità rispetto ai principi di proporzionalità e di libera concorrenza del diritto dell’Unione europea.

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