Pillola a cura dell'Avvocato Emilio Costarella
La lettura in filigrana della risposta n. 309 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate il 28.04.2023 consente di andare ben oltre rispetto alla questione tecnica trattata e inerente al trattamento fiscale da riservare alle attribuzioni effettuate nei confronti di un residente in Italia da parte di un trust statunitense.
A ben vedere, la fattispecie rappresentata, adottando una visione di sistema, consente di trarre interessanti conclusioni, ancor più che sul livello tecnico-legislativo, sul piano della percezione dell’istituto “trust” diffusa anche tra gli addetti ai lavori. Infatti, la risposta fornita dall’Agenzia non sembra innestarsi su una fattispecie meritevole di grossi dubbi interpretativi: si ha la sensazione che l’istanza di interpello sia stata più che altro stimolata dal timore, nutrito dal contribuente, che l’Amministrazione finanziaria potesse stravolgere orientamenti che dovrebbero ormai darsi per assodati in esito alla pubblicazione della – “enciclopedica” in tema di trust – circolare n. 34 del 20.10.2022.
L’avvertita necessità di proporre l’istanza sembra implicitamente suggerire che, nonostante il trust sia stato ormai da tempo formalmente “accettato” nel nostro ordinamento, il processo di attribuzione di un effettivo “diritto di cittadinanza” non sembra essersi ancora compiuto.
